Ho sempre coltivato degli hobby.
In epoche diverse della mia vita ho letto compulsivamente, giocato ai videogiochi, programmato software, assemblato computer, studiato lingue, approfondito argomenti improbabili e dedicato ore ad attivitĂ che molti avrebbero considerato inutili.
Non mi sono mai illuso che tutti comprendessero queste passioni.
Anzi, conosco bene quel sorriso appena accennato che compare quando qualcuno pensa: “Ma non è un po’ troppo grande per queste cose?”.
Oppure quando affiora il sospetto della cosiddetta “sindrome di Peter Pan”, come se il semplice fatto di divertirsi fosse incompatibile con l’essere adulti.
Poi mi sono imbattuto in un proverbio tanto brutale quanto democratico:
“Ad ogni coglione la sua passione.”
E devo ammettere che mi ha riconciliato con il mondo.
Perché la sua forza sta proprio nell’essere universale.
Non distingue tra hobby nobili e hobby banali.
Non stabilisce classifiche.
Non decreta che una passione sia più degna di un’altra.
Chi passa il fine settimana a restaurare automobili d’epoca guarda con perplessità chi trascorre ore davanti a un videogioco.
Chi segue il calcio non comprende chi colleziona francobolli.
Chi colleziona francobolli non comprende chi passa il tempo a guardare serie televisive.
Chi guarda serie televisive non comprende chi studia la storia dell’Impero Romano.
E così via, in una catena infinita di reciproche incomprensioni.
La verità è che quasi tutti noi investiamo tempo, denaro ed energie in qualcosa che, osservato dall’esterno, può sembrare perfettamente assurdo.
La differenza è soltanto che ciascuno considera ragionevole la propria passione e bizzarra quella degli altri.
Con il passare degli anni ho imparato che un hobby non deve necessariamente produrre profitto, prestigio o utilitĂ pratica.
Deve semplicemente regalarci piacere, curiositĂ , serenitĂ o compagnia.
Se poi qualcuno deride di nascosto il modo in cui impiego il mio tempo libero, la cosa mi preoccupa sempre meno.
Perché sono quasi certo che, se osservassi con attenzione i suoi passatempi, ne troverei almeno uno che mi sembrerebbe altrettanto incomprensibile.
Ed è proprio questo il bello.
In un mondo che ci chiede continuamente di essere produttivi, efficienti e razionali, ciascuno conserva il diritto di dedicare una parte della propria vita a qualcosa che gli altri considerano una sciocchezza.
Dopotutto, il proverbio non dice che esistono i saggi da una parte e i coglioni dall’altra.
Dice che siamo tutti nel medesimo club.
Semplicemente, con passioni diverse.
Fonte: robertogrippi.com

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