ΜΟΥΣΕΙΟN
MATERA
Un progetto di ricerca che intreccia archeologia, antropologia e cucina, trasformando il primo pasto della giornata in un’esperienza culturale e sensoriale unica, a Matera.
Matera, settembre 2025 – A Moyseion, l’hotel-museo che ha già ridefinito il concetto di ospitalità nei Sassi di Matera, anche la colazione diventa un atto di ricerca e narrazione. Con il progetto Akràtisma, lo storico primo pasto della giornata nella Magna Grecia, la chef e ricercatrice Nadia Christina Tappen ha portato a tavola un rituale dimenticato, frutto di uno studio interdisciplinare che ha coinvolto storici, archeologi, etnobotanici e antropologi.
Il punto di partenza è stato il mondo della Magna Grecia, culla di una vera e propria rivoluzione gastronomica avviata a partire dall’VIII secolo a.C., quando il cibo smise di essere solo nutrimento o offerta sacra, per diventare arte culinaria. Non si trattava solo di ricette, ma di un nuovo modo di vivere la tavola.
Una ricerca corale
Per dare forma al progetto, Tappen si è confrontata con figure di rilievo come: il professor Dimitris Roubis, archeologo, Maria Teresa (Silvana) Iannelli, archeologa che ha guidato scavi fondamentali in Calabria, l’antropologo alimentare Vito Teti, autore di testi di riferimento sulla cultura gastronomica del Sud, e l’etnobotanico Carmine Lupia, che ha validato la presenza di specifici ingredienti in uso all’epoca. A completare questo percorso, il dialogo continuo con il team culturale di Moyseion e l’organizzazione di un simposio interdisciplinare sull’alimentazione nella Magna Grecia hanno permesso di consolidare un approccio unico, capace di intrecciare sapori diversi e restituirli sotto forma di esperienza contemporanea.
Dal reperto alla tavola
La sala colazione di Moyseion ospita fedeli riproduzioni di vasi antichi: su uno di essi compaiono due figure che reggono un vassoio colmo di cibi, tra cui un dolce a forma di piramide. Dalle fonti, Tappen ha identificato quel dolce come la Pyramis, di cui ha proposto una personale reinterpretazione. Accanto a questo, l’ospite trova altre preparazioni: il Gastris con miele e sesamo già descritto nei Deipnosofisti da Ateneo di Naucrati, e la Melitoutta con farina, yogurt e miele e cannella.
Nella sua ricerca, Tappen ha anche esplorato territori come la Bovesìa in Calabria, dove sopravvivono comunità ellenofone e ricette di origine magnogreca come la Lestopitta (pane fritto simile a una pita). Un parallelismo che conferma quanto la tradizione greca sia rimasta radicata nel Meridione.
Esperienza e rito come nuova via per raccontare il Sud
L’Akràtisma al Moyseion non è solo un insieme di pietanze: è rito e rappresentazione. La tavola si arricchisce di una presentazione scenografica, accompagnata da musica, suggestioni e atmosfere che amplificano il valore del cibo come narrazione. Con questo progetto, il Moyseion dimostra che l’ospitalità può essere strumento di ricerca e valorizzazione culturale, e che anche la colazione diventa una chiave per raccontare l’Italia in modo diverso dai cliché. Non solo cappuccino e cornetto, ma una ritualità antica che oggi parla al mondo con forza nuova.
L’Akràtisma del Moyseion non vive isolato: si intreccia armoniosamente con gli altri rituali che compongono l’esperienza dell’hotel-museo. Il Santuario delle Acque, con le sue immersioni ispirate ai culti antichi, e il simposio serale, pensato come un incontro esperienziale e non come semplice momento conviviale, si uniscono alla colazione in un continuum che ridefinisce radicalmente il concetto di ospitalità. Qui ogni gesto – nutrirsi, purificarsi, condividere – diventa parte di una narrazione culturale che richiama la vitalità della Magna Grecia, superando la logica del museo tradizionale, statico e silenzioso. A Moyseion l’ospite non osserva soltanto: vive, partecipa, si lascia sorprendere da un’ospitalità che è insieme ricerca, memoria e rito.

La realizzazione quotidiana della colazione è affidata alla chef Vita Vinelli
LE IMMAGINI DI AKRÀTISMA SONO DISPONIBILI QUI, MENTRE IL MENU QUI.
IL PRESS KIT DI MOYSEION MATERA È DISPONIBILE A QUESTO LINK.
Su Moyseion Matera
Inaugurato a novembre 2024 nel cuore dei Sassi di Matera, patrimonio mondiale UNESCO, Moyseion è uno dei primi musei abitati al mondo: non un hotel, non un museo, ma un’opera vivente. Un luogo dove archeologia, mito e ospitalità si fondono in un’esperienza immersiva e trasformativa. Sedici ambientazioni filologicamente ricostruite, ispirate alla Basilicata preistorica e alla Magna Grecia, accolgono l’ospite come parte di un racconto incarnato. Il cuore della proprietà è il Santuario delle Acque, uno spazio rituale e simbolico con mosaici, statue e vasche in pietra, che rievoca i luoghi sacri della grecità antica. Il soggiorno include rituali ispirati al mondo classico, performance dal vivo e una colazione basata su fonti archeologiche. Tutto è animato da un team di archeologi, performer, musicisti e classicisti che trasformano la conoscenza in esperienza. Moyseion è un nuovo paradigma di accoglienza culturale, dove ogni dettaglio invita alla meraviglia, alla riflessione e alla connessione profonda con la memoria.

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