Ed è qui che la filosofia incontra la pasticceria.
Perché, se è vero che la felicità non si trova sugli scaffali di un supermercato, è altrettanto vero che alcuni piaceri semplici hanno un potere sorprendente: rimettono in moto l’umore, alleggeriscono la giornata, sciolgono tensioni accumulate.
Un cannolo non risolve i problemi strategici di un’azienda, non migliora i margini e non elimina i conflitti, ma ricorda a tutti che siamo esseri umani prima che professionisti.
C’è chi direbbe: “un cannolo al giorno leva il medico di torno” (mah, forse era una mela, ma non si intonerebbe al nostro dialogo!).
Da una prospettiva manageriale, quel cannolo ha un effetto preciso: innalza il clima dell’azienda.
E non deve essere per forza un cannolo. Può essere una pausa caffè che diventa brainstorming, una pizza condivisa, una ciambella improvvisata.
Micro-momenti che, nella leadership come nella vita, fanno respirare le complessità e restituiscono lucidità.
Sono il “respiro” dentro le complessità.
Una pausa dolce (… o salata) che restituisce lucidità.
Anche nelle negoziazioni più dure, nella costruzione di team resilienti o nella gestione delle crisi, un gesto semplice può abbassare le difese e aprire lo spazio per un dialogo migliore.
I soldi non comprano la felicità, è vero.
Però possono comprare un cannolo siciliano ben fatto.
E, in quel preciso istante, la felicità ci assomiglia molto.


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