“Io sono qui”

Un film che sa far riflettere, intrigante e denso di sfumature morali. Uno chef francese conosce tramite il mondo social una giovane donna coreana. I due si inviano foto e comunicano, ma , all’improvviso, il protagonista decide di andare a trovare la ragazza a Seoul. Quando arriva all’aeroporto coreano, la donna non è presente. Il protagonista la aspetta per giorni, visitando l’aeroporto, conoscendo una squadra di basket, facendo un taglio ai capelli, andando al cinema. La polizia chiede informazioni e l’uomo spiega il motivo della sua presenza in Corea. Finalmente, lo chef va in centro e cerca la donna, che finalmente arriva sulla scena. Soo esiste, ma non si aspettava la premurosa partenza del compagno di chat fino a Seoul. Il protagonista riceverà la visita dei suoi due figli, che lo porteranno verso un ritorno alla realtà che in parte era stato dimenticato. Una critica feroce verso il mondo dei social e verso le false aspettative che talvolta portano con sé. Il film coinvolge e racconta un viaggio esistenziale in modo leggero e con un sottile humour che affascina e rende tutto più poetico.

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