la Volante smantella un business della droga da 70mila euro
ROMA – Ci sono momenti in cui il confine tra una normale giornata di pattuglia e un’operazione di polizia di alto impatto è segnato esclusivamente da un dettaglio. Uno scatto repentino, uno sguardo sfuggente, un casco calzato con sospetto fuori orario. È in questo spazio sottile che abita l’acume professionale, quella capacità di “leggere” la strada che distingue un buon operatore da un eccellente investigatore.
Un Controllo Nato dall’Intuizione
L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio del 29 dicembre, in via Borgo Longo. Gli agenti della Volante, impegnati nel consueto pattugliamento del territorio, non sono passati oltre quando, all’altezza del civico 35, hanno incrociato un uomo sospetto. Nonostante il tepore pomeridiano, il soggetto indossava un casco nero e, alla vista dell’auto d’istituto, ha tentato un gesto istintivo: nascondere freneticamente un piccolo involucro scuro.
È stato in quell’istante che la professionalità degli agenti ha fatto la differenza. Invece di proseguire, hanno deciso di effettuare un’inversione di marcia per procedere a un controllo ispettivo immediato. Un’intuizione che si è rivelata vincente: l’involucro conteneva cocaina termosaldata. Lo scooter, già acceso e pronto per una fuga rapida tra i vicoli della Capitale, è diventato il primo tassello di un puzzle criminale ben più ampio.
Un “Delivery” della Polvere Bianca
La perquisizione del veicolo ha aperto il vaso di Pandora. Sotto la sella, i poliziotti hanno rinvenuto un vero e proprio kit da spacciatore professionale: 52 involucri di cocaina (per un peso di oltre 35 grammi), materiale per il confezionamento e 735 euro in contanti. Ma è stata l’analisi dei dispositivi elettronici a svelare il modus operandi del reo.
Sbloccando uno dei cellulari sequestrati, gli agenti della Volante hanno portato alla luce un fitto reticolato di chat su WhatsApp. Centinaia di messaggi archiviati testimoniavano un’attività di “consegna a domicilio” incessante, strutturata su mesi di ordini quotidiani. Una sorta di “Amazon della droga” gestita con precisione digitale, interrotta solo dalla prontezza della pattuglia.
Il Tesoro nell’Armadio e il Plauso del Questore
Il colpo di grazia all’attività illecita è arrivato con la perquisizione domiciliare. All’interno dell’armadio della camera da letto, gli agenti hanno scovato una scatola che conteneva una fortuna: 70.000 euro in contanti, suddivisi meticolosamente in mazzetti e sigillati in sedici buste sottovuoto. Un tesoro nascosto, evidente provento di un business dello spaccio ramificato e redditizio.
Risultati di questa portata, nati dalla semplice osservazione della strada, non passano inosservati ai vertici di San Vitale. Il Questore di Roma, il dott. Roberto Massucci, può dirsi certamente orgoglioso dei suoi uomini. Questa operazione riflette pienamente il concetto di ‘Esserci Sempre’ caro al Questore Massucci: una presenza che non si limita al presidio, ma si trasforma in intelligence territoriale attiva, capace di colpire con precisione chirurgica.
L’operazione si è conclusa con la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura dei domiciliari in data 30 dicembre, a seguito del rito direttissima. Tutto il materiale — droga, dispositivi e l’ingente somma di denaro — è stato sottratto al mercato del crimine. Questa vicenda dimostra come, in un’epoca di tecnologie avanzate, sia ancora il fattore umano – l’acume degli uomini della Volante – a rappresentare il baluardo più efficace per la legalità.
Roma, 31 dicembre ’25 — di Elvio Vulcano




Altre storie
“Alberto Trentini libero solo grazie alla madre”. L’odio rosso della Cgil contro Meloni e governo
In Vaticano il processo riparte senza Diddi. E ora Becciu spera
Devi avere il coraggio di fare ciò che è giusto … – robertogrippi.com