19 Aprile 2026

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“Scordarmi di me”: il viaggio interiore di Rubino, traccia dopo traccia

Prima ancora della musica, è l’immagine a suggerire la direzione del progetto. In copertina non c’è una costruzione scenica né una strategia estetica studiata: Rubino sceglie uno scatto personale, un ricordo d’infanzia. Una bambina con cuffie troppo grandi, immersa in un ascolto silenzioso e totale. Un gesto semplice che diventa dichiarazione artistica. Non uno sguardo nostalgico, ma un punto di osservazione: l’infanzia come spazio di verità, quando l’ascolto precede il giudizio e l’identità non è ancora definita dalle aspettative esterne.

Da questa prospettiva nasce Scordarmi di me, un EP che prende forma come un percorso di decostruzione personale. Non si tratta di dimenticare ciò che si è stati, ma di attraversare le proprie contraddizioni per comprenderle. Rubino mette in discussione linguaggi, emozioni e narrazioni interiori scegliendo una scrittura essenziale, più spoglia e diretta, lontana dalle scorciatoie emotive e dall’urgenza dell’effetto immediato.

I cinque brani seguono una traiettoria precisa, quasi narrativa. L’inizio coincide con la caduta raccontata in Quando tutto crolla, una delle tracce più intime del lavoro. Qui la resa diventa scelta consapevole: non fuggire, non difendersi, ma restare davanti a ciò che fa male e non può essere cambiato. La fragilità non viene nascosta né spettacolarizzata, ma accolta come passaggio necessario verso una nuova lucidità. La produzione di Vittorio Napoletano accompagna senza invadere, lasciando emergere l’intensità emotiva della voce.

Con Anche se (2025 Reloaded) il racconto si sposta nello smarrimento interiore. È la distanza tra ciò che si mostra e ciò che si è davvero: una voce che sembra esistere solo come eco lontana. Il brano attraversa dubbi e silenzi, raccontando quella prigione invisibile che spesso costruiamo da soli. Non offre soluzioni, ma apre uno spazio di riconoscimento, trasformandosi in un invito a ritrovare la propria voce autentica.

Capolinea amplia lo sguardo e diventa metafora collettiva. Non una sola storia, ma un mosaico di esistenze ferme allo stesso punto: un luogo simbolico in cui ognuno è costretto a fermarsi e fare i conti con sé stesso. Figure diverse attraversano il brano come fotogrammi urbani, restituendo l’idea che ogni vita conosca prima o poi il proprio momento di sospensione.

In Sconfitta emerge invece la consapevolezza adulta. Non c’è rabbia né rivalsa, ma la presa d’atto che alcune battaglie non si vincono. Il fallimento diventa esperienza interiore, perdita necessaria che costringe a ridefinire la propria identità. È uno dei momenti più introspettivi dell’EP, dove la fragilità smette di essere debolezza e diventa comprensione.

La title track Scordarmi di me raccoglie e sintetizza l’intero percorso. Il conflitto centrale è il rischio di perdersi dentro una relazione o dentro una fase della vita, fino a non riconoscersi più. L’amore non appare salvifico ma trasformativo, capace anche di consumare. Tuttavia, proprio la consapevolezza dello smarrimento apre alla possibilità di una rinascita: riconoscere di essersi allontanati da sé stessi diventa il primo passo per tornare.

La forza del progetto sta nella misura. Nessun eccesso, nessuna ricerca di spettacolarizzazione del dolore. Le canzoni chiedono tempo e attenzione, costruendo un dialogo intimo con chi ascolta. Rubino firma così il lavoro più compatto e consapevole del suo percorso: un disco che non punta alla rapidità del consumo, ma alla permanenza.

Un ritorno simbolico all’origine che diventa, paradossalmente, il modo più autentico per andare avanti.

Ascolta l’EP:
https://open.spotify.com/intl-it/album/281OawRBkRnXW7AMfcRQpa