Marmolada, ricerche riprese con elicotteri e droni. I dispersi sono 13

Canazei, 5 luglio 2022 – Sono riprese questa mattina poco prima delle 8 le ricerche dei 13 dispersi sulla Marmolada. Il bilancio del crollo di un seracco, staccatosi domenica e diventato una valanga mortale per gli alpinisti impegnati nella salita della vetta, continua a essere di 8 morti e 7 feriti. Le condizioni climatiche di questa mattina sulla Marmolada sono nettamente migliorate rispetto a ieri e facilitano le ricerche. 

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Il pendio della Marmolada è stato monitorato anche durante la notte. Sono possibili solo recuperi in superficie, perché è impossibile scavare: la massa di neve si è totalmente consolidata. Gli elicotteri del Soccorso alpino portano i droni in quota quindi si procede dall’alto alla ricerca di eventuali altri corpi rimasti incastrati tra i massi. Solo se viene individuato qualcosa un soccorritore viene imbragato e si procede al recupero. Da ieri è stato stabilito che procedere diversamente mette a rischio la vita dei soccorritori esposti al crollo della ‘pancia del finanziere’, il soprannome del serrato sotto Punta Rocca, a quota 3200 metri, in bilico 700 metri sopra di loro.

L’ipotesi che a circa 40 ore dal crollo ci possano essere ancora sopravvissuti viene ritenuta “pari a zero”, ma nessuno classifica i dispersi in un altro modo. Ieri in serata è scattata l’allerta per il ghiacciaio in Val Ferret: cresce il rischio di crolli dal ghiacciaio di Planpincieux, sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco.

Nell’elenco dei dispersi non c’è più un escursionista austriaco, che ha dato notizie di sé alle autorità consolari austriache. I disperi quindi sono 13, dieci di nazionalità italiana e tre di nazionalità ceca. Le vittime accertate della valanga sono sette, di queste tre sono state identificate e formalmente riconosciute dai parenti. Sono tutte e tre della provincia di Vicenza: si tratta di Filippo Bari, Tommaso Carollo e Paolo Dani. Non sono stati al momento resi noti invece i nomi delle altre quattro
 vittime.

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Filippo Bari, residente a Malo, aveva 27 anni e lavorava in una ferramenta di Isola Vicentina. Appassionato di montagna, ma anche di musica rock, aveva una compagna e un figlio di 4 anni. Ieri, prima della tragedia, aveva inviato un
ultimo selfie ad amici e parenti proprio dalla Marmolada.
 Tommaso Carollo era una manager di 48 anni di Thiene, molto conosciuto nell’Altovicentino. Paolo Dani, infine, era una guida alpina di Valdagno, molto apprezzata e stimata da colleghi e amanti della montagna. Aveva 52 anni ed era conosciuto per la sua esperienza.

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