Una imprevedibile finale di Champions League

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Le due squadre che sabato sera allo Stade de France di Parigi giocheranno la finale di UEFA Champions League, Liverpool e Real Madrid, ci sono arrivate al termine di una stagione in cui hanno saputo ottenere risultati straordinari, ognuna a modo suo. Il Real Madrid di Carlo Ancelotti ha vinto il campionato spagnolo ed è riuscito in rimonte improbabili e spettacolari. Il Liverpool di Jürgen Klopp fino a pochi giorni fa era vicino al quadruple, ossia alla vittoria di quattro diverse competizioni in una sola stagione: lo avrebbe anche meritato, ma ora rischia di fermarsi a due.

La finale di Parigi sarà la rivincita di quella che le due squadre giocarono quattro anni fa a Kiev: una finale terminata 3-1 a favore del Real Madrid e segnata prima dall’infortunio di Mohamed Salah causato da un intervento di Sergio Ramos, e poi dagli errori clamorosi dell’allora portiere del Liverpool, Loris Karius, la cui carriera da quella serata è precipitata. Il Liverpool era già allenato da Klopp, ma era ancora in fase di costruzione; il Real Madrid era grossomodo lo stesso di oggi, ma vicino alla fine del suo ciclo con Cristiano Ronaldo e con Zinedine Zidane come allenatore.

A tre anni di distanza, Liverpool e Real Madrid sono due squadre che si possono dividere tra intensità e classe, tra sicurezza e imprevedibilità, come dicono i loro numeri.

Dallo scorso 14 agosto a oggi, il Liverpool ha giocato 62 partite e la finale sarà la 63ma, in media una ogni quattro giorni. Di queste ne ha perse soltanto tre: l’ultima delle quali, ininfluente, contro l’Inter agli ottavi di Champions League, lo scorso 8 marzo. Eppure non è riuscito a vincere la Premier League, andata per un solo punto al Manchester City. Più che per demerito del Liverpool — più di cosi difficilmente poteva fare — il suo secondo posto sembra dimostrare il livello altissimo raggiunto dal campionato inglese e la competitività del Manchester City. A rendere ancora più severo il finale della Premier League c’è un altro dato: nonostante il secondo posto e l’andamento tenuto in dieci mesi, il Liverpool è stato in testa al campionato solo undici giorni, meno di Chelsea, Tottenham e Manchester United (terza, quarta e sesta)

Il Liverpool in allenamento allo Stade de France (AP Photo/Frank Augstein)

Prima di perdere il campionato all’ultima giornata, il Liverpool era in corsa per il quadruple, avendo vinto la FA Cup il 24 maggio (contro il City) e la Coppa di lega il 27 febbraio (contro il Chelsea). Se non dovesse riuscire a vincere la finale di Champions League, una stagione che poteva essere senza precedenti potrebbe concludersi, almeno sulla carta, come tante altre.

Il Real Madrid invece il campionato lo ha vinto, complici le note difficoltà del Barcellona e la fatica fatta dall’Atletico Madrid nel tenere il suo passo. L’andamento del Real Madrid, seppur non ai livelli di quello del Liverpool, è stato ampiamente da squadra finalista di Champions League. Dal 14 agosto ha giocato 55 partite, in media una ogni cinque giorni circa. Ne ha perse nove, ma quattro di queste, quelle rimediate in Champions League, ha sempre saputo renderle ininfluenti.

La prima sconfitta, la più sorprendente, è stata quella subita in casa contro lo Sheriff Tiraspol, la piccola squadra della parte separatista della Moldavia, nella fase a gironi, conclusa comunque al primo posto sopra l’Inter. Nella fase a eliminazione diretta, per tre volte è stato vicinissimo all’eliminazione, e per tre volte è riuscito a ribaltare in un batter d’occhio partite che sembravano perse: grazie alla qualità e alla classe dei suoi giocatori, ma anche in modi più difficili da spiegare, soprattutto per la qualità delle squadre che aveva di fronte: Paris Saint-Germain, Chelsea e City.

Nel percorso avuto in questa stagione dal Real Madrid, si perde il conto dei record stabiliti, alcuni dei quali appartengono ora al suo allenatore, Carlo Ancelotti. Nonostante se ne parli meno di altri colleghi come Guardiola, Klopp e Mourinho, è diventato il primo allenatore nella storia a vincere i cinque maggiori campionati d’Europa e il primo a raggiungere cinque finali di Champions, superando tra gli altri Marcello Lippi e Alex Ferguson. Se dovesse riuscire a vincerla, diventerà l’allenatore più vincente nella storia del torneo.

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